Immagine “The whole wide world” di  Peter Fiskerstrand.

Passata l’onda (spero) che mi ha tenuto lontano da queste pagine eccomi nuovamente per riprendere il percorso avviato.

Un aspetto che vorrei legare al concetto di sistema informativo è connesso al “prodotto” che esso genera e al rapporto che tale prodotto realizza rispetto al mondo reale.

Ogni rappresentazione che noi produciamo per descrivere un dato elemento concreto, sia esso un’auto, una infrastruttura, un edificio o qualsiasi porzione di un territorio è di fatto realizzata producendone un modello. Tale affermazione vale chiaramente per ciò che ha una sostanza concreta, per quegli elementi che, posti tra le nostre mani, ci permetterebbero di studiarli nei dettagli e negli aspetti più piccoli e nascosti, ma può essere estesa anche ad ambiti più astratti quali ad esempio gli aspetti comportamentali.

“La mappa non è il territorio”

Prendiamo in prestito questo assunto di base delle tecniche di PNL (Programmazione Neuro Linguistica) per chiarire il concetto. Nell’ambito della PNL l’affermazione vuole indicare come la visione personale di una data questione sia sempre costruita sulla base dei filtri che ciascuno di noi si porta dietro: per cultura, per esperienze o per formazione. Ciò che è importante è la consapevolezza di come l’immagine che si crea nella nostra mente non corrisponda pienamente alla realtà ma a ciò che i nostri filtri ci permettono di acquisire.

Con una certa analogia possiamo considerare come l’obiettivo di un Sistema Informativo sia quello di creare un Modello dell’ambiente che con esso si vuole gestire. La raccolta di dati e la possibilità di correlarli fra loro ci offre l’opportunità di studiare e analizzare l’elemento trattato in tutte quelle occasioni per le quali ci sia impossibile “tenerlo tra le mani”, per vincoli di concretezza, complessità o dimensione. Ciò che il Sistema Informativo ci offre non è tuttavia una rappresentazione completa, ma parziale, seppur più o meno dettagliata.

È semplice condividere come la necessità di analisi di un territorio, dei suoi aspetti fisici o di quelli sociali, relativi alle popolazioni che esso ospita, ci costringa alla costruzione di modelli finalizzati, al fine di superare i vincoli di dimensione o di complessità della realtà. La stessa cosa può valere per edifici e infrastrutture in relazione alla loro articolazione. Nel seguito del percorso risulterà più chiaro il perché mi riferisca a questi elementi.

Osservate l’immagine riportata in alto. Se vogliamo essa non è altro che un modello con cui rappresentare la terra ed i suoi continenti. È altrettanto immediato percepire come quell’immagine non rappresenti la realtà, ma sia semplicemente un punto di vista, volto ad evidenziare alcuni aspetti.

Purtroppo su questo alcuni di voi potrebbero obiettare, tralascio e vado oltre, nella certezza di come essi siano un numero estremamente esiguo (ogni riferimento a simpatizzanti, sostenitori o membri della Flat Heart Society è puramente casuale).

Dicevamo, quindi, come il Sistema Informativo a cui noi ci riferiamo vada visto come uno strumento di modellizzazione della realtà. Da qui sorge un primo aspetto, fortemente condizionante, da considerare nella progettazione e nello sviluppo del SI.

La progettazione di un SI nasce, nella generalità dei casi, da una specifica esigenza. Una realizzazione che non consideri come quest’esigenza, in quanto specifica, rappresenti solamente uno dei singoli aspetti che il modello dovrebbe trattare per avvicinarsi alla realtà, ci porterebbe ad un prodotto parziale che, nel peggiore dei casi, tale rimarrà, nell’impossibilità di evolversi integrando nuovi ed ulteriori aspetti.

Un approccio di consapevolezza di come il SI non vada limitato alla soluzione del problema che ci viene posto sul momento, ma di come esso vada orientato a più lungo termine, verso la possibilità di rappresentare informazioni crescenti sull’entità che esso modellizza, ci pone invece al riparo da eventuali limiti che ne possano vincolare l’estensione. Questo ricordando che l’esigenza di costruire, all’interno di una stessa struttura, più Sistemi Informativi per descrivere aspetti diversi della stessa entità diviene una negazione del concetto stesso di SI.

Purtroppo tale situazione, apparentemente assurda, accade più frequentemente di quanto dovrebbe, se ad esempio ci riferiamo a quegli uffici di uno stesso organismo (ad esempio una Amministrazione Pubblica) che si trovano a gestire aspetti settoriali in autonomia ed in assenza di una mirata interazione tra gli uffici stessi.

Nel seguito del nostro percorso, per dare maggior concretezza attuativa al concetto di Sistema Informativo e a quelli che sono i suoi strumenti ci inoltreremo all’interno degli spazi di lavoro dei GIS (Geographic Information System) e del BIM (Building Information Modeling), evidenziando la loro peculiarità di lavorare in un ambiente dinamico, dove lo scopo primo non è rappresentare una fotografia statica della realtà, un modello fondato su pochi aspetti dell’oggi, ma costruire invece un sistema in evoluzione, scalabile, integrabile, interfacciabile.

Che dite? Ci stiamo muovendo su un piano eccessivamente astratto? Spero non sia così e che le semplici esemplificazioni che ho utilizzato e l’esperienza di ciascuno di voi, vi portino ad allineare quelli che sono i miei intenti con la vostra percezione del tema.


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